• Finanziamenti e Industria 4.
A proposito di Finanziamenti e Industria 4.0 c’è da dire che, nonostante l’ottimismo professato da molti parecchie aziende, nei settori più diversi, sono tuttora alle prese con seri problemi economici e finanziari.
I mercati languono, gli incassi ritardano sempre più. Ai problemi legati a un futuro incerto, e condizionato da una ancor troppo debole ripresa dell’economia si affianca un presente contraddistinto da un difficile accesso al credito e da scarsa liquidità.

 

Tuttavia, in questo scenario certamente non incoraggiante, sono disponibili, per le aziende, alcune misure che possono incentivare il ricorso a iniziative che, altrimenti, potrebbero non essere avviate, a causa di un intrinseco contenuto di rischiosità.

 

Il loop è, apparentemente, senza uscita: per rimanere nel mercato e crescere è necessario investire in ricerca e sviluppo, ma l’attività di ricerca e sviluppo costa, e non assicura un ritorno (men che meno in tempi brevi). Quindi si rinuncia a investire in innovazione, con ciò riducendo le possibilità di uscire da una situazione di stallo.

 

 

Possibili soluzioni

 

La situazione per ciò che riguarda Finanziamenti e Industria 4.0 appare bloccata ma in realtà sono diverse le misure a disposizione delle aziende che consentono loro di pensare con fiducia all’innovazione e alla digitalizzazione dei processi e dei prodotti, accedendo in modo strutturato e con approccio aziendalistico alle misure concesse dallo stato agli imprenditori che intendono, per l’appunto, investire nel futuro.

 

Ad esempio attraverso il credito d’imposta per ricerca e sviluppo lo Stato consente alle aziende di ridurre il rischio associato a tali attività. La struttura del provvedimento è abbastanza semplice. Si tratta di un beneficio automatico per il quale non è necessario presentare alcuna domanda preventiva.

 

In sede di pagamento delle imposte, il versamento viene effettuato al netto del credito maturato. In questo modo, lo Stato si fa carico, almeno in parte, del rischio legato allo svolgimento di progetti di ricerca e sviluppo, che non sempre – per loro natura – hanno un esito positivo.
In estrema sintesi l’azienda, ex post, determina i costi sostenuti per le attività di ricerca e sviluppo. Tale importo viene confrontato con la media degli analoghi costi sostenuti nel triennio 2012-2014. L’eccedenza diventa la base sulla quale calcolare il credito d’imposta, che, può essere del 50%.
Diverse PMI hanno risparmiato oltre centomila euro già nel primo anno di validità della misura (2015).

 

 

Alternative

Un secondo strumento a disposizione delle aziende per ridurre l’impatto delle imposte è il cosiddetto “patent box”. Grazie a questa misura, le aziende che sono titolari di asset immateriali (vero patrimonio delle imprese!) e che si preoccupano di valorizzarli, investendoci delle risorse, possono ottenere una riduzione della base imponibile sui redditi sviluppati grazie ai suddetti immateriali.

 

Se ne parlerà a Innova Impresa..

 

Ad Innova Impresa (insieme agli esperti di CFM) affronteremo queste tematiche riguardo Finanziamenti e Industria 4.0.  Nello specifico con un approccio multidisciplinare andando a comprendere come massimizzare i benefici senza per questo stravolgere l’approccio dell’azienda.
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